Rococò e rock

Karlsruhe. Il pittore François Boucher (1703-70) è considerato ancora oggi l’incarnazione del Rococò francese; ricorrendone in questo volgere di 2020 anche il 250mo anniversario della morte, viene celebrato dal 14 novembre
al 7 febbraio dalla Kunsthalle con la monografica: «François Boucher.
Artista rococò». Nonostante le umili origini, divenne uno degli artisti più influenti del suo tempo, forse il più famoso pittore-decoratore del XVIII secolo. Fu molto prolifico, cimentandosi in tutti i generi pittorici allora in voga,
dai soggetti religiosi a quelli mitologici ed erotico-classici, dalle scene
rustiche (nella foto, «Coppia di pastori», 1760) ai paesaggi idilliaci, dalle decorazioni allegoriche per monumenti e case private ai modelli per arazzi
e naturalmente nella ritrattistica, dando il suo meglio nei lavori a olio.
Favorito della marchesa di Pompadour, fu pittore alla corte di Luigi XV.
La mostra ne vuole celebrare il linguaggio visivo senza tempo accompagnando nel percorso espositivo le molte opere giunte in prestito da diverse
istituzioni internazionali con un’installazione interattiva creata ad hoc dall’artista Elina Lukijanova: una trasposizione degli elementi formali
del Rococò in suoni e linguaggi del mondo contemporaneo.

Francesca Petretto