Rari fin dal Medioevo e dal Rinascimento

Bologna. Con la mostra «Raritas» la Galleria Antichità all’Oratorio offre fino al 14 novembre la visione di 16 opere inedite realizzate tra Medioevo e Rinascimento. Il percorso si apre con una fibula da cintura in bronzo di area merovingia (Germania, VI-VII secolo), caratterizzata da influenze scite e sarmate nei motivi geometrici astratti e zoomorfi, seguita da un capitello in pietra calcarea risalente alla Francia del XII-XIII secolo e da una duecentesca Navetta per l’incenso, proveniente da Limoges, realizzata in rame sbalzato, inciso, decorato e smaltato. Tra le opere plastiche si possono segnalare un Cristo d’applique, sempre di Limoges e una Madonna col Bambino di ambito francese, in pietra calcarea, realizzata tra fine Duecento e primo trentennio del secolo seguente e attribuita agli anni del regno di Filippo il Bello e dei suoi figli. Presente anche una scultura eburnea, raffigurante santa Caterina d’Alessandria assegnabile alla Toscana di fine XIV secolo. Giancarlo Gentilini, confermato da indagini scientifiche eseguite dall’Istituto Arcadia di Milano, assegna a uno scultore prossimo a Donatello come Bartolomeo Bellano (Padova, 1437/38 – 1496/97) una Madonna col Bambino mentre Gentilini e David Lucidi attribuiscono al Maestro del san Sebastiano dell’Aracoeli, seguace del Verrocchio attivo intorno al 1490/1510, un Cristo Redentore in terracotta dipinta. Presenti infine due tempere su tavola del secondo Quattrocento, studiate da Gianluca del Monaco.

Stefano Luppi