Natura e realtà

Mantova. Sebbene sia stato sostenuto da figure di primo piano della critica d’arte, prima (al tempo del Gruppo 1, da lui fondato nel 1962 con Frascà, Santoro e Uncini) da Giulio Carlo Argan poi, più di recente, da Arturo Carlo Quintavalle, Gastone Biggi (Roma, 1925 – Langhirano, 2014; artista, scrittore, critico d’arte, musicologo) non è conosciuto quanto meriterebbe. A confermare la qualità del suo lavoro d’artista è ora la mostra «Gastone Biggi. Il tempo della natura, gli spazi della realtà» (fino al 6 gennaio), curata da Giovanni Granzotto e Leonardo Conti con la Fondazione Biggi per LaGalleria, lo spazio di Palazzo Ducale dedicato all’arte contemporanea. In mostra una cinquantina di lavori, dagli inizi ancora informali, nel 1957, ai «Continui», le composizioni di segni iterati dei primi anni ’60, fino alle ultime prove (nella foto, «Nell’essere di una luna», 1996). Nell’Appartamento della Rustica va invece in scena «Umberto Mariani. Omaggio a “La piega. Leibniz e il Barocco”», a cura di Giovanni Granzotto, che evoca nel titolo un testo del 1990 di Gilles Deleuze. Dell’artista milanese (1936), che della piega e delle sue valenze metaforiche ha fatto il nucleo della sua ricerca, sono esposte circa 40 opere, dalle prime espressioni Pop ai «Piombi» degli anni 2000.

Ada Masoero