Le nature morte rivivono in ceramica

Pietrasanta (Lu). Fino al 7 febbraio nella Chiesa e nel Chiostro di Sant’Agostino è allestita la mostra «Bertozzi e Casoni. Il Tempo» curata da Mauro Daniele Lucchesi e Alessandro Romanini. Un’antologica, promossa dal Comune di Pietrasanta con l’Associazione Quattro Coronati, che restituisce l’originalità di una ricerca che ha saputo rivendicare alla scultura in ceramica un ruolo nel panorama contemporaneo, toccando temi di lunga tradizione come quello della caducità, della vanitas e del memento mori. Leitmotiv di Bertozzi e Casoni sono infatti «nature morte», oggetti comuni usati e abbandonati, quali gli avanzi di un pasto, cestini dei rifiuti, scatole di detersivo (e anche citazioni dalla «Brillo Box» di Warhol), uniti ad animali. L’allestimento accoglie opere di grandi dimensioni che si riferiscono appunto alla lotta umana contro il tiranno Cronos, ricche di riferimenti iconografici e simbolici, da Vermeer in poi, quali «Terra» (coi bidoni per l’olio combustibile; nella foto), «Sedia elettrica con farfalle» o «Nulla è come appare» (col coloratissimo pappagallo). I curatori sottolineano quanto la produzione dei due artisti, presenti al festival «Sophia» sul pensiero filosofico che si svolge in città nel periodo della mostra, si caratterizzi «per un’attitudine etica che vede la produzione scultorea come una traduzione in forma plastica di riflessioni di carattere esistenziale e filosofico, con lo scopo di coinvolgere in maniera partecipativa lo spettatore».

Laura Lombardi