Imparare dagli amici

Monaco di Baviera. Per l’apertura del nuovo allestimento delle 13 sale dedicate al Modernismo classico, fino al 28 marzo la Pinakothek der Moderne mette in dialogo nella mostra «Au Rendez-Vous des Amis» le sue oltre 120 opere di grandi artisti del XX secolo con 80 opere della Collezione Goetz. Con la sua varietà di stili artistici e l’affermazione all’inizio del Novecento della massima libertà espressiva e creativa di colore, linea e prospettiva, il Modernismo classico resta un’inesauribile fonte di ispirazione per ogni generazione successiva d’artisti, sia nel senso di svilupparne una nuova evoluzione interpretativa sia in quello di una revisione critica dei maggiori artisti del secolo. Queste due tendenze si riflettono nel nuovo allestimento delle sale del Modernismo classico, in cui ai dipinti sono stati affiancati fotografia, scultura, opere su carta, arte tessile. Come gli espressionisti Ernst Ludwig Kirchner (nella foto sotto, «Nudi sotto un albero», 1910) ed Erich Heckel trassero ispirazione dalla scultura dell’Oceania e dell’Africa, altrettanto fanno artiste contemporanee come Louise Bourgeois (nella foto a sinistra, «Couple», 2004) e Huma Bhabha, che in più arricchiscono l’ispirazione ricevuta dall’arte etnica della prospettiva femminile in cui focalizzano la loro poetica del corpo umano. Il vocabolario formale cubista di Picasso, allo stesso modo, continua a essere uno stimolo per innovazioni creative nell’arte contemporanea, come dimostrano le sculture e i dipinti di Aaron Curry e Tobias Pils e se pittori della Nuova Oggettività come Karl Hubbuch e George Grosz presentarono la «nuova donna» degli anni Venti del Novecento, così Sarah Lucas riprende il loro gioco sul ruolo della donna nei suoi provocatori autoritratti fotografici. Infine, due sale dedicate all’Astrattismo sottolineano come le utopie riformiste e le idee costruttiviste del Bauhaus, rappresentate da Oskar Schlemmer, László Moholy-Nagy e Josef Albers, continuino oggi a risuonare nelle opere di artisti come Andrea Zittel, Rosemarie Trockel, Gerwald Rockenschaub e Katja Strunz.

Giovanni Pellinghelli del Monticello