Cenere e piombo

Alla Kunsthalle i Kiefer di Hans Grothe

Mannheim. Una triste fatalità, la scomparsa nel maggio 2019 di un famoso imprenditore e amante d’arte tedesco, Hans Grothe, diventa per la Kunsthalle Mannheim il pretesto per riorganizzare le proprie scenografie ed esporre gli appena acquisiti pezzi della sua collezione, con focus su Anselm Kiefer. La grande mostra autunnale che ne porta il nome («Anselm Kiefer», dal 13 novembre al 6 giugno) si concentra su tre fasi della produzione dell’artista originario di Donaueschingen, nel Baden-Württemberg.
Si parte dai primi lavori, come «Die Große Fracht» (Il grande carico, 1981/96), si attraversa la fase dell’installazione in più parti «Palmsonntag» (Domenica delle Palme, 2007), e si arriva al periodo dell’ingombrante scultura «Der verlorene Buchstabe» (La lettera perduta, 2011-17). Accanto a loro, opere coeve, tra grandi sculture e alcuni dipinti. Anselm Kiefer (1945) è uno dei più importanti artisti tedeschi del dopoguerra: il suo pesante (in senso letterale e figurato) lavoro si misura da sempre con la difficile eredità storica della nazione tedesca, con la cultura della memoria e col Giudaismo. Figlio di un ufficiale della Wehrmacht, ha prodotto negli anni lavori altamente atipici, realizzati con materiali come la cenere e il piombo. Sono opere evocative di drammi e tragedie che vanno dall’Olocausto al disagio della modernità. Opere che ricordano quella storia e travolgono tutti i sensi. Con la morte di Hans Grothe la Kunsthalle ne ha definitivamente acquisito la collezione di opere di Kiefer, la più grande tematica al mondo, messa in piedi dal magnate a partire dal 2000. Già in prestito e presentate nei locali del museo, entrano a far parte della sua collezione stabile richiedendo una risistemazione dei locali e un loro nuovo allestimento.

Francesca Petretto