Bombardata, archiviata, quarantenata

Macerie, rovine fumanti, squarci aperti nel tessuto urbano: è il volto sfigurato di Milano nell’agosto del 1943, dopo i bombardamenti aerei degli Alleati. Fra gli oltre 3.300 scatti dell’Archivio Publifoto che documentano quella devastazione, Mario Calabresi ha scelto 70 immagini per la mostra «Ma noi ricostruiremo. La Milano bombardata del 1943 nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo», visibile fino al 22 novembre alle Gallerie d’Italia-Piazza Scala. L’intero Archivio dell’agenzia fotogiornalistica, con i suoi sette milioni d’immagini analogiche realizzate dagli anni Trenta ai Novanta, è stato acquistato nel 2015 da Intesa Sanpaolo, che l’ha destinato alla sede di Torino delle Gallerie d’Italia (apertura prevista nel 2022; cfr. n. 405, feb. ’20, p. 10). Questa mostra, che cita nel titolo le parole dell’allora sindaco di Milano Antonio Greppi, è la prima del progetto «Viaggio nell’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo». Nel suo percorso, le immagini di una serie di luoghi-simbolo della città, com’erano nel 1943, sono a confronto con quelle scattate da Daniele Ratti nel lockdown: Brera, il Cenacolo, la Galleria e altri siti, trasformati in un messaggio di speranza e nell’invito a ricostruire, oggi come allora (nella foto, via Molino delle Armi, agosto 1943).

Ada Masoero