Metamorfosi e Kozo

A Villa Torlonia dal 13 ottobre al 13 gennaio Veronica Montanino (1973) ingaggia una sfida con lo spazio densamente decorato del Casino Nobile. Curata da Maria Grazia Tolomeo, la mostra è organizzata dallo Studio d’Arte Campaiola di Roma. La Montanino predilige la tecnica dell’installazione: «Filo conduttore degli interventi site specific è il tema della metamorfosi, principio ordinatore della pratica del “mischiare di nuovo”, chiarisce Maria Grazie Tolomeo, L’impossibilità di rendere ferma una frontiera per sua natura in movimento diviene specchio stesso dell’arte, una dinamica sempre compresa tra sospensione e trasformazione». Una proliferante installazione di rami dipinti trasforma il Salone Centrale in una sorta di Wunderkammer; nella Camera di Psiche un lavoro audio rielabora il mito trattato da Apuleio nelle «Metamorfosi»; altri interventi sono nei due piani dell’edificio (nella foto). Nella Casina delle Civette, dal 3 ottobre al 10 gennaio, Anna Onesti espone otto arazzi e altrettanti aquiloni ispirati dalla tradizione giapponese, che approfondisce da venti anni. La mostra è curata da Alessia Ferraro e Maria Grazia Massafra. Formatasi all’Accademia di Belle Arti prima con Scialoja a Roma, poi con Francesco Casorati a Torino, la Onesti (1956) diventa restauratrice all’Istituto Centrale per la Grafica, dove si focalizza su opere d’arte e manufatti giapponesi. Nei suoi lavori ha impiegato carta washi, che ha ottenuto dalle fibre della pianta del Kozo e colori di origine vegetale, infine ha manipolato le superfici con forme e tecniche del suo repertorio espressivo. Le due mostre sono promosse da Roma Capitale.

F.R.M.