Maggi è arrabbiata

Londra. Dal 15 ottobre al 21 novembre la Marlborough Gallery, nel cuore di Mayfair, propone una personale di Maggi Hambling (nella foto). Nota soprattutto per le sculture commemorative a Oscar Wilde e Benjamin Britten e per i suoi ritratti post mortem di amici e amanti, la 75enne Hambling è più prolifica che mai. Al centro della mostra una serie di autoritratti prodotti nel lockdown. In «Self-Portrait (angry)», più che se stessa ritrae la rabbia e la frustrazione per la clausura, con pennellate svelte e disordinate. In «Self-Portrait working», invece, la sua presenza si riduce a una silhouette grigia tra due campiture di blu. «È la rabbia a stimolarmi. L’ascesa della destra estremista, il modo in cui stiamo mandando a puttane il pianeta… è come se avessimo raggiunto il limite, ora più che mai», spiega la Hambling. Frutto della medesima rabbia anche la serie sugli animali selvatici minacciati dall’azione distruttrice dell’uomo, fra questi un cucciolo di elefante e un orso polare raffigurati con colpi di pennello energici e concentrici. Questi ultimi lavori sono accompagnati da ritratti di persone che ridono raffigurate con strati di pittura fluida ed espressioni più simili a inquietanti smorfie che a genuine risate. In occasione della mostra la première del nuovo film dedicato alla Hambling «Making love with the paint», realizzato dal regista Randall Wright e commissionato dalla Bbc.

Federico Florian