Le cattive ragazze della Pop art

Nizza. Ci sono tutte le «cattive ragazze» della Pop art internazionale alla mostra «She-Bam Pow Pop Wizz! Le amazzoni del Pop» (dal 3 ottobre al 28 marzo) con cui il MAMAC festeggia i suoi primi 30 anni. Grazie alla curatela di Hélène Guenin e Géraldine Gourbe, che hanno collaborato con Camille Morineau di AWARE, la mostra rende omaggio al fertile scambio tra Francia e Stati Uniti innescato da Nouveau-Réalisme e Pop art, focalizzando quella generazione di artiste-amazzoni che contribuì da protagonista alla rivoluzione sociale e culturale degli anni Sessanta. In sintonia con colori, linguaggi ed eroine, indipendenti e anticonformiste, dei fumetti dell’epoca, 200 opere di 40 artiste rispecchiano quell’indimenticabile, effervescente stagione, attraversata da rivendicazioni come parità dei diritti, libertà sessuale, emancipazione sociale. Il titolo rende omaggio al celebre brano «Comic Strip» della coppia maudite Bardot-Gainsbourg, mentre le sezioni espositive sono tre: «Vroom Vroom, il desiderio e i corpi elegiaci»; «L’angelo del focolare e le sue moderne solitudini»; «Domani sarà migliore?». Oltre alla centralità di Niki de Saint Phalle, figura emblematica delle collezioni del MAMAC, si segnalano opere dedicate all’emancipazione sessuale come «Érotomobile» e «Ice cream» di Évelyne Axell o «The Next Great Moment in History is Ours» di Dorothy Iannone, i collage su cartone dedicati ai nuovi media della fiorentina Lucia Marcucci, le sperimentazioni sulla percezione del corpo femminile di Kiki Kogelnik. Nella foto, «Cleaning the Drapes», dalla serie «House Beautiful: Bringing the War Home» (1967 ca-1972) di Martha Rosler.

Elena Franzoia