Colori di periferia

La mostra di Massimo Siragusa che s’inaugura il 16 ottobre nel Museo di Roma in Trastevere s’intitola semplicemente «Roma». È la città la protagonista degli scatti di Siragusa, nato a Catania, ma residente nella capitale dove insegna fotografia allo Ied-Istituto Europeo di Design. Quasi cento le fotografie esposte sino al 10 gennaio, con la cura di Giovanna Calvenzi. Costituiscono una selezione dal volume dal medesimo titolo della mostra, edito da Postcart, contenente una sceneggiatura inedita di Ugo Gregoretti e testi di Marco Maria Sambo, Giovanna Calvenzi e un racconto di Tommaso Giagni. Lo sguardo del fotografo si sofferma sulle periferie, le palazzine anni Sessanta di Torpignattara (nella foto, «Parco Giordano Sangalli, Roma, aprile 2017»), le automobili parcheggiate lungo la via Cassia, le inaspettate aperture in cui la natura si fa largo fra il cemento. Scrive Giovanna Calvenzi: «Siragusa vede le recinzioni abusive, i cartelli pubblicitari che si affastellano, le scritte sui muri e quegli alberi che insistono a crescere, là dove ci starebbero bene magari un piccolo outlet o un garage abusivo». È una periferia abitata dagli oggetti, non dagli esseri umani, raccontata con distaccata oggettività e colori naturalistici. «Siragusa racconta a colori, continua la Calvenzi, colori “naturali”, né desaturati né enfatizzati, come sono, come noi li vediamo. E i segni si sommano, i disegni su muri e saracinesche si moltiplicano, l’anarchia delle costruzioni impreviste e contrapposte diventa la regola».

Arianna Antoniutti