Anche il dentista ci ha messo bocca

Dall’antichità a oggi, come gli artisti hanno raffigurato (e usato)l’apparato orale

Wolfsburg. Il Kunstmuseum mette in scena dal 31 ottobre al 5 aprile la prima vera grande mostra di opere d’arte con tema l’apparato orale umano, intitolata «Sulla bocca di tutti: da Pieter Brueghel a Cindy Sherman», con oltre 150 pezzi in esposizione che cronologicamente spaziano dall’antichità ai nostri giorni, opere di Dürer, Picasso, Louise Bourgeois, Marina Abramovic, Andy Warhol e molti altri.
Labbra, lingua e denti, la bocca nella sua interezza è forse la più erotica delle zone del corpo umano, legata a tutte le azioni più importanti dell’individuo: scatena lussuria e passione, permette il linguaggio, è indispensabile per nutrirsi, è piacere e dolore, può provocare rifiuto e persino ribrezzo. La bocca è ingresso e uscita, perciò anche vero veicolo di infezioni; è sulla bocca di tutti: va coperta, protetta, isolata come ci dicono i medici in questi tempi di Coronavirus; si è spostata al centro dei dibattiti sociali, politici e mediatici, diventando un fatto pubblico, strappato alla nostra intimità. Dipinti, disegni, installazioni, sculture e video ci offrono una suggestiva panoramica delle sue potenzialità e funzioni, delle sue interpretazioni artistiche a partire da un’antichissima statua di Iside che allatta Arpocrate (ca 2.600 anni), passando per i famosi busti di smorfie di Franz Xaver Messerschmidt (1736-83), fino ai recentissimi «Screams» su legno (2018-19) di Christian Marclay e a un’installazione di Benjamin Houlihan (1975) che lo vede dipingere sul muro usando la lingua. Fatto curioso, la curatrice Uta Ruhkamp si è avvalsa anche dell’aiuto di una dentista, oltre che di esperti di scienze dell’alimentazione, per concepire questa mostra resa possibile dai prestiti di musei internazionali; a coronamento del suo lavoro pubblica un catalogo con contributi di noti autori e fotografi.

Francesca Petretto