Principi stravaganti

Chantilly. Il Domaine riapre con tre mostre, allestite dal 5 settembre al 3 gennaio. I settecenteschi Grands Appartements accolgono «La fabbrica della stravaganza. Porcellane di Meissen e Chantilly», curata dal conservatore del Musée Condé Mathieu Deldicque e allestita con spiccato gusto scenografico da Peter Marino. La mostra confronta affinità e differenze non solo tra due delle principali manifatture europee che si dedicarono all’«oro bianco» (Meissen specializzata nella porcellana dura e attiva dal 1710, Chantilly creata nel 1730 e specializzata in porcellana morbida) ma anche tra i due fondatori, Augusto il Forte, Elettore di Sassonia e re di Polonia, e Luigi Enrico di Borbone principe di Condé, entrambi collezionisti di porcellane estremo orientali. Oltre ai celebri uccelli creati da Johann Joachim Kändler per il «fragile serraglio» del Palazzo Giapponese di Dresda, spiccano infatti in mostra le porcellane asiatiche collezionate da Condé che tornano a Chantilly per la prima volta dopo la Rivoluzione. Ancora sul Settecento si concentra il Gabinetto di Arti Grafiche, che con la mostra «Carmontelle, o l’epoca della dolcezza di vivere» rende omaggio all’ufficiale-artista che ritrasse a tempera e acquerello i personaggi più illustri del suo tempo, da Mozart bambino con il padre e la sorella a intellettuali nobildonne come Louise d’Épinay ed Émilie du Châtelet, dallo scienziato conte di Buffon ad attrici e cantanti dell’Opéra (nella foto, Gabriel de Bory e l’abate Alexis-Marie Rochon, fisici e astronomi, mentre osservano l’aurora boreale). Le celeberrime Très Riches Heures du Duc de Bérry sono infine protagoniste della mostra virtuale «Collezionare i Libri d’Ore. Tesori del Gabinetto dei Libri», che le contestualizza nell’ambito di oltre sessanta analoghi capolavori, miniati e a stampa.

Elena Franzoia