Fiumi d’oro

Fabrizio Plessi indora piazza San Marco e Ca’ Pesaro

Venezia. È previsto che l’1 settembre alle 21 le finestre del Museo Correr in piazza San Marco si accendano di un flusso dorato. «L’età dell’oro» è il titolo di questa performance di Fabrizio Plessi dalla forte valenza simbolica. Un omaggio della città all’artista per i suoi 80 anni, ma soprattutto un omaggio dell’artista a Venezia, sua città d’elezione. Il rimando agli sfolgoranti mosaici della Basilica è evidente, ma non è un mero richiamo estetico. In questo periodo così travagliato Plessi ha infatti voluto trasmettere un messaggio di speranza. A tempi intervallati nel flusso d’oro comparirà la scritta «Pax Tibi», sintesi di quella che compariva sulle ali aperte del leone in tempo di pace («Pax Tibi Marce Evangelista Meus»). «Del resto, commenta Plessi, è nella natura delle tecnologie immateriali il poter trasmettere significati spirituali e religiosi». Nel 2000, con «Waterfire, le stesse finestre hanno visto l’alternarsi di cascate d’acqua e di lingue di fuoco. L’acqua della laguna e le foreste di alberi, due elementi costitutivi della Serenissima. Ora Plessi va oltre, ambisce a interpretare l’anima della citta, depurata dall’invasione di un turismo distratto. Con un accompagnamento sonoro di Michael Nyman, l’intervento resterà visibile fino al 15 novembre. E poi c’è l’oro, materiale incorruttibile dai molti significati alchemici. Per questo «L’età dell’oro» è anche il titolo della retrospettiva al Museo d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro (di cui si è appena completato il restauro) dall’11 settembre. La mostra si apre con una premessa a piano terra, per poi occupare l’intera area del terzo piano. Non un percorso cronologico, piuttosto un continuo rinfrangersi delle opere che permette ai visitatori una lettura creativa di quanto esposto.

Lidia Panzeri