Crisalidi nepalesi

Dal 22 settembre al 30 novembre, presso la Fondazione Pastificio Cerere, lo scultore Namsal Siedlecki presenta il suo ultimo ciclo di lavori nella mostra «Mvah Cha» (crisalide in nepalese), frutto della vincita del bando Italian Council (promosso dal Mibact per la promozione dell’arte contemporanea italiana), a cui l’artista ha partecipato con il sostegno della stessa Fondazione. Le sculture sono l’esito di una residenza svolta a Kathmandu in Nepal, nelle fucine dei fabbri locali. È da loro che Siedlecki (nato negli Usa nel 1986 ma residente nel grossetano, figlio di padre americano di origini polacche e di madre italiana) ha imparato un’antichissima tecnica di fusione a cera persa, che per la copertura del modello in cera prevede un impasto di argilla, sterco di vacca e involucro di chicchi di riso, ovvero la crisalide del titolo. Alcune sculture sono per l’appunto le «crisalidi» di tale processo, e per questo caratterizzate da masse indeterminate, dotate di espressività primitiva (una nella foto). Nella mostra, curata da Marcello Smarrelli, anche altre sculture in bronzo. Il ciclo nepalese di Siedlecki giungerà al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.

G.G.