Ciak, si dipinge

Losanna. La Fondation de l’Hermitage riapre le porte il 3 settembre e sin dal 4 presenta la mostra «Arti e Cinema», allestita fino al 3 gennaio. («Il Canada e l’Impressionismo» invece non è stata prolungata e dal 19 settembre è al Musée Fabre di Montpellier.) «Arti e Cinema» nasce da una collaborazione con la Cinémathèque Française di Parigi e il Musée des Beaux Arts di Rouen. Il curatore, Dominique Païni, storico del cinema ed ex direttore della Cinémathèque, è partito dall’idea di analizzare i legami e gli scambi nati tra artisti plastici e cineasti sin dai primi film di fine ’800 per arrivare alla Nouvelle Vague del cinema francese, di François Truffaut e Jean-Luc Godard, della fine degli anni ’50. Il percorso si articola in dieci sezioni. Una è dedicata ai legami tra il cinema degli albori dei fratelli Lumière e l’Impressionismo, con opere di Bonnard, Degas, Berthe Morisot, Camille Pissarro. Una sezione s’intitola «Charlot e il Cubismo» e presenta i disegni di Sergei Iutkevic, l’«Omaggio a Charlot» di Gino Severini del 1920 e il «Charlot cubista» di Fernand Léger del 1924. Per gli Espressionismi si evocano «Metropolis» di Fritz Lang, del 1927, e le opere di Sergei Eisenstein. Salvador Dalí, Marcel Duchamp e Alberto Giacometti affiancano Luis Buñuel e Jean Cocteau nella sezione dedicata al Surrealismo. In «Filmare l’arte» sono presentati alcuni film che mostrano Picasso, Matisse o ancora Pollock mentre dipingono. Nella foto, «Académie d’homme debout de trois quarts à gauche» (XIX secolo) di Théodore Géricault.

L.D.M.