Tedeschi impressionati dalla verve francese

Aosta. È nel realismo narrativo che nasce il germe dell’Impressionismo tedesco. Alcuni artisti iniziano a uscire dallo studio per dedicarsi alla pittura di paesaggio, realista, ma en plein air. La versione teutonica di una delle più rivoluzionarie correnti artistiche europee è il tema della mostra «Impressionismo tedesco. Liebermann, Slevogt, Corinth dal Landesmuseum di Hannover», al Museo Archeologico Regionale di Aosta dall’11 luglio al 25 ottobre. Curata da Thomas Andratschke con Daria Jorioz, presenta dipinti, grafiche e sculture, la maggior parte in Italia per la prima volta. Il percorso è diviso in tre sezioni. La prima è dedicata ai pionieri della pittura paesaggistica e comprende opere eseguite tra il 1820 e il 1890 da autori quali Karl Blechen, Franz Lenbach e Hans Thoma. Il secondo capitolo racconta invece il massimo sviluppo del movimento attraverso i suoi tre esponenti più noti: Max Liebermann, Max Slevogt e Lovis Corinth (nella foto, «Mucche al pascolo», 1903). Grazie all’incontro con i colleghi francesi, i tre autori portarono nelle loro opere un’immediatezza e vivacità cromatica inedite in Germania. Infine la sezione riservata all’antiaccademica colonia di Worpswede, nata nella Bassa Sassonia su modello della francese scuola di Barbizon; tra gli artisti Otto Modersohn, Hans am Ende, Max Feldbauer e Henrich von Zügel.

Jenny Dogliani