Sulle nostre tracce

«Offerings» è la terza personale da Karsten Greve di Raúl Illarramendi, artista venezuelano (Caracas, 1982; vive a Merù, nel nord della Francia) che lavora sul tema delle «tracce» lasciate quotidianamente dall’uomo nelle città. La galleria del Marais allestisce fino al 22 agosto l’ultima serie di opere di Illarramendi ispirate a un fatto di cronaca: la sera del 29 luglio 1967 un terremoto devastò Caracas, provocando la morte di centinaia di persone e il crollo di diversi edifici. La cattedrale restò in piedi, ma il pesante crocifisso di metallo del tetto si staccò e si schiantò a terra lasciando la sua impressionante impronta nell’asfalto. Si dice che al momento dell’impatto la terra smise di tremare. Il luogo fu venerato dai fedeli e la sezione di asfalto conservata. Il punto di partenza della serie «Offering» (2019) è una foto d’epoca in cui si vede la «traccia» del crocifisso impressa nel suolo. Illarramendi, che ha voluto rendere omaggio alla memoria di questa tragedia, però non si è fermato alla foto. Avuta la possibilità di realizzare il calco dell’impronta originale della croce, l’artista ne ha fatto il supporto per una dozzina di quadri-sculture di grande formato (uno nella foto) realizzati a gouache e matita su resina.

Luana De Micco