Riflessioni intime

Avignone. Riaperta dal 2 giugno, la Collection Lambert propone fino al 20 settembre la mostra «Rifletterò ciò che sei: da Nan Goldin a Roni Horn», una lettura intima delle collezioni del museo d’arte contemporanea avignonese, che ha di recente compiuto 20 anni. Yvon Lambert, gallerista e mercante oggi 84enne, lo ha aperto infatti il 27 giugno 2000 nel bell’Hôtel de Caumont, edificio storico del ’700. Nel 2015 il museo si è esteso al vicino Hôtel de Montfaucon. Per la mostra il curatore Stéphane Ibars ha selezionato un corpus di opere di artisti contemporanei, tanto fotografi che artisti plastici, che riflettono sul concetto di intimità nell’arte. Sono esposti tra l’altro i lavori di Roni Horn, Jason Dodge, Andres Serrano, Julian Schnabel, Cy Twombly, Bruce Nauman, Alice Anderson. Ma al centro della mostra sono soprattutto le opere di Nan Goldin. La Collection Lambert possiede un centinaio di scatti della fotografa statunitense (Washington, 1953), nota soprattutto per la serie «The Ballad of Sexual Dependency», oltre 800 diapositive con cui ha documentato la sottocultura gay degli anni ’80 esplorandone i momenti di più grande intimità. Per la prima volta in questa occasione quasi tutte le foto della Goldin presenti nel fondo della Collection Lambert sono esposte insieme. In materia di intimità nell’arte Nan Goldin «è pioniera, scrive il museo, per il modo in cui la sua opera, fotografia dopo fotografia, si costituisce come un interminabile diario intimo di quelle che lei chiama le sue Ossessioni». Nella foto, «Guilty» (1997) di Douglas Gordon.

Luana De Micco