Osceni anni Venti

Berlino. Il Kunstforum della Berliner Volksbank allestisce dal 27 agosto al 13 dicembre la mostra «I selvaggi anni ’20. Vita parallela di un’epoca». Il titolo originale tedesco usa un gioco di parole, Nach(t)leben, volendo significare che la «vita parallela» (Nachleben) a quella ufficiale negli anni della Repubblica di Weimar altro non era che la «vita notturna» (Nachtleben), oscura e/o oscena e burrascosa per definizione (una mostra di soggetto analogo è in corso a Zurigo, cfr. p. 85) I due nomi chiave dell’arte fiorita in questo turbolento periodo di storia tedesca sono relativi a due movimenti, la Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività) e il Realismo Magico, che non si sono affatto fermati con la seconda guerra mondiale ma hanno avuto nuove filiazioni anche nei decenni successivi, come gli anni Settanta, tanto nei linguaggi stilistici della Nuova Oggettività quanto nei soggetti ripetuti della vita metropolitana, di suoi eccessi e turbolenze notturne, proibite, esagerate o deprimenti, e dei suoi soggetti attivi, vittime delle contraddizioni sociali descritte con esagerazioni surreali vicine a quelle del Realismo Magico. Le opere in mostra giungono dalla collezione della Berliner Volksbank e da prestiti internazionali: lavori di Gudrun Brüne, Hubertus Giebe, Clemens Gröszer, Karl Lagerfeld, Roland Nicolaus, Wolfgang Peuker, Volker Stelzmann (nella foto, «La notte di Martedì grasso», 2004-05, Berlino, Kunstsammlung der Berliner Volksbank), Christian Thoelke e Britta von Willert.

Francesca Petretto