La Biennale slitta ed espone la sua storia

Venezia. Sino all’ultimo la Biennale ha provato a mantenere il 29 agosto come data possibile per la 17ma Mostra Internazionale di Architettura, ma alla fine il presidente Roberto Cicutto e il curatore Hashim Sarkis, accogliendo le richieste delle partecipazioni straniere, si sono visti costretti a rimandare questa edizione a maggio 2021 con conseguente slittamento della Biennale d’Arte (diretta da Cecilia Alemani) ad aprile 2022. Confermate invece la 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica dal 2 al 12 settembre con, a seguire, Teatro, Musica e Danza. Un duro colpo per la città che stava allineando la proposta espositiva a fine agosto (già ridotta o slittata al prossimo anno, come nel caso della grande mostra dedicata a Carpaccio a Palazzo Ducale). L’istituzione veneziana però rilancia con un programma d’incontri sul tema «How will we live together?» nonché con una mostra allestita dal 29 agosto all’8 dicembre al Padiglione Centrale ai Giardini (nella foto) incentrata sulla storia della Biennale. Un dialogo fra discipline con la curatela dei direttori artistici dei diversi settori: Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura) e materiali dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale (Asac), ma anche dell’Istituto Luce e dalla Cineteca di Bologna. Un progetto in origine pensato alle Sale d’Armi per questa Biennale Architettura e che ora, ai Giardini, sta assumendo proporzioni ben più ampie, passando da una superficie di 500 a 4mila metri quadrati. A corollario: spettacoli e performance a cura della Biennale College (Danza, Musica e Teatro), visite guidate sulla storia di Arsenale e Padiglioni nonché un’arena all’aperto, sempre ai Giardini, per proiezioni cinematografiche che abbracceranno la programmazione della 77ma Mostra del Cinema.

Veronica Rodenigo