Impressione a corpo

Fino a fine luglio lo Studio Cannaviello presenta «Another level of assumption», prima personale in Italia della tedesca Marion Fink (1987; vive e lavora tra Berlino e Potsdam). Da sempre attento all’arte contemporanea tedesca, Enzo Cannaviello ha promosso in Italia sin dal 1977 il Neoespressionismo di area germanica, tra Nuovi Selvaggi e Nuovi Ordinatori, per occuparsi in seguito di altre esperienze. Ora è stato conquistato dal lavoro di Marion Fink, per l’attenzione portata dall’artista alla figura umana, da lei rappresentata in tonalità basse e in posture naturali e riflessive, ma posta in luoghi non identificabili. Le venti opere in mostra (nella foto, «The seedlings she had nurtured would turn entire worlds upside down»), tutte pensate per gli spazi della galleria, sono realizzate con la tecnica del monotipo: la Fink, che compone ogni opera come fosse un puzzle, non imprime però le matrici sulla carta con un torchio, bensì con un gesto corporeo, pressandole con il proprio peso. Ogni lavoro è unico e spesso è completato con finiture realizzate con pastelli a cera. Ne risulta una sensazione d’indeterminatezza, fatta d’interrogativi più che di risposte perché, come suggerisce il titolo della mostra, «ogni conclusione può solo essere un altro livello di supposizione».

Ada Masoero