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Baldassarre Castiglione, il rapporto tra letteratura e arti e l’amicizia con Raffaello

Urbino. In un «anno di Raffaello» funestato dal Covid, Palazzo Ducale prosegue il suo omaggio al grande urbinate inaugurando, nelle Sale del Castellare, la mostra «Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte» (19 luglio-1 novembre). Curata da Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Soletti e promossa da Comitato nazionale per le Celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte di Raffaello, Regione Marche e Comune di Urbino, la mostra focalizza «il rapporto che nell’opera di Castiglione lega la letteratura alle altre arti, precisa la Soletti. Militare, diplomatico, nunzio apostolico, come testimonia l’epistolario, Castiglione ebbe rapporti di cordiale amicizia con Raffaello, che dopo Urbino ritrovò a Roma e a cui riconobbe l’eccellenza in pittura, e con Giulio Romano, con cui condivideva la passione per il collezionismo soprattutto archeologico. Si tratta di una figura assolutamente poliedrica, impossibile da raccontare in una sola mostra, che dopo la formazione lombarda si spostò a Ferrara, Urbino, Firenze e Roma venendo a contatto con i potenti signori-mecenati del ’500. Tra gli altri Isabella d’Este, Elisabetta Gonzaga, i papi Medici, Carlo V. Straordinaria la biblioteca, composta da ben 184 volumi in cui spiccano anche in edizione aldina classici greci e italiani, antichi e moderni, tra cui Dante, Petrarca, Boccaccio, il Bembo». Aristocratico, elegante, coltissimo figlio di Aloisia Gonzaga e di un ufficiale, Castiglione (1478-1529) ambientò proprio a Urbino quel Libro del Cortegiano che, pubblicato a Venezia nel 1528, diventò la sua opera più celebre. Affiancando alle opere originali apparati digitali, la mostra si suddivide in sette sezioni: Il palazzo di Urbino; Ritratti dell’anima. Il cenacolo urbinate e romano; Armi e armature; La musica; Abiti per feste, tornei, parate; Il collezionismo; La biblioteca di Castiglione: manoscritti e edizioni antiche. Tra le opere originali, oltre alla «Muta» raffaellesca e al «Ritratto di Federico da Montefeltro col figlio Guidubaldo» di Pedro Berruguete, entrambi nelle collezioni urbinati, spiccano il «Ritratto di fra Luca Pacioli con un allievo» attribuito a Jacometto Veneziano da Capodimonte, opere di Tiziano, armature dell’Armeria Reale di Torino e medaglie del Bargello fiorentino, volumi e manoscritti delle opere di Castiglione e della sua biblioteca prestati da biblioteche come la Laurenziana di Firenze, la Marciana di Venezia e l’Apostolica Vaticana. Il ritratto di Castiglione di Raffaello, che il Louvre ha prestato per la mostra alle Scuderie del Quirinale, è esposto in facsimile realizzato da Factum Arte.

Elena Franzoia