Blank de Blank

Bordeaux. Il Capc-Musée d’art contemporain ha riaperto il 27 giugno con la retrospettiva «Irma Blank. Blank», riprogrammata fino al 31 ottobre. L’artista tedesca (Celle, 1934) si trasferì nel 1955 in Sicilia e dal 1973 vive a Milano. Lo sradicamento dal suo Paese d’origine e il legame forte con l’Italia (dov’è rappresentata dalla Galleria P420 di Bologna) sono al centro del suo lavoro. Al Capc allestisce sette progetti tra cui la serie «Trascrizioni», realizzata tra il 1973 e il ’79, uno dei primi esempi di scrittura pittorica non verbale creata dall’artista e che l’ha resa celebre. «Radical Writing» (1983-96) è una serie di quadri e di disegni in cui ogni segno grafico segue il ritmo del respiro dell’artista e i colori, soprattutto il blu, si fanno più intensi. In «Global Writings» (2000-16) la Blank inventa una «scrittura universale» a partire da otto consonanti con cui compone dei testi-disegni. La mostra si chiude su «Gehen. Second Life», iniziato nel 2017: l’artista disegna con la mano sinistra dopo che un problema di salute le ha paralizzato il lato destro. Qui la linea della scrittura si confonde con le linee orizzontali del foglio. Nella foto, «Eigenschriften, Senza titolo» (1968).

Luana De Micco