Vezzoli ci interroga

Fallimenti perfetti e un sondaggio sentimentale

Milano. Fondazione Prada, che proseguirà a lungo con la sola programmazione online (cfr. la sezione Notizie), presenta dal 4 maggio su Instagram «Love Stories – A Sentimental Survey by Francesco Vezzoli», un «sondaggio» visivo, a cura di Eva Fabbris, in cui l’artista indaga attraverso il linguaggio dei social lo stato psicologico di una comunità online, esplorando il territorio emozionale in cui s’incontrano «amore, sesso, identità, corpo, solitudine, appartenenza, alterità, futuro». Già nel 2004 Vezzoli aveva realizzato per Fondazione Prada il progetto «Comizi di non-amore», ispirato ai «Comizi d’amore», 1965, di Pier Paolo Pasolini e a «L’amore in Italia», 1978, di Luigi Comencini: in quel caso aveva intrecciato i linguaggi del documentario e del cinéma-vérité con quelli dei reality show, mentre ora adotta i codici comunicativi di Instagram. Tutti gli utenti sono invitati a scegliere una delle due affermazioni proposte dall’artista in ogni story: oltre 50 le domande, liberamente ispirate a temi di opere liriche italiane e associate a immagini spiazzanti, cui gli utenti potranno rispondere. Alla fine di ogni settimana, i risultati saranno interpretati da un esponente del mondo della cultura, con l’obiettivo di analizzare i vissuti di tante persone oggi unite da una condizione esistenziale tanto dolorosa e anomala. Un tentativo di forzare «la natura effimera e istantanea di Instagram, spiega la curatrice, trasformandolo in un luogo virtuale d’indagine sociale, riflessione artistica e provocazione intellettuale». Intanto Fondazione Prada, in collaborazione con la piattaforma di streaming online di film d’autore Mubi, diffonde il progetto cinematografico «Perfect Failures»: una selezione di film che, all’uscita, furono bocciati dalla critica con commenti anche feroci, ma che in seguito, cambiato il contesto culturale, conobbero una nuova fortuna. Si tratta, spiegano, di «pellicole deludenti per la critica, scioccanti deviazioni di autori affermati, magari ostacolati da una produzione difficile, film innovativi (o genialmente sorpassati) per il loro tempo», come fu «Southland Tales – Così finisce il mondo», commedia fantascientifica di Richard Kelly, presentata (e bocciata) a Cannes nel 2006, che il 5 aprile ha aperto la programmazione a livello globale. Il progetto prosegue con una scelta di titoli per ciascuno dei Paesi in cui «Perfect Failures» è disponibile. Da «La contessa di Hong Kong», 1967, con Sophia Loren e Marlon Brando, l’ultima opera, allora trafitta dalla critica, di Charlie Chaplin; il mélo «Fedora», 1978, di Billy Wilder; «Night Moves», 2013, di Kelly Reichardt, accolto positivamente ma poi accusato di plagio, o l’erotico «Showgirls», 1995, di Paul Verhoeven che, dopo il fallimento iniziale, è oggi considerato una satira acuta e spietata di Hollywood.

Ada Masoero