Una volta qui era tutta campagna

New York. Tra i più importanti architetti della sua generazione, Rem Koolhaas (1944) ha influenzato la struttura urbanistica di New York, di alcune città della Cina, così come del continente africano. Di recente però la sua attenzione si è concentrata sulla natura e il paesaggio, tema al centro anche del documentario «Rem» realizzato dal figlio Tomas e ora oggetto della mostra «Countryside, The Future», che il Guggenheim Museum dedica all’architetto olandese fino al 14 agosto. L’esposizione racconta in particolare gli effetti che la tecnologia, il riscaldamento globale e alcune precise scelte politiche hanno avuto e continuano ad avere sulle aree rurali, la complicata coesistenza tra tecnologia e ambiente e altri temi tra cui i fenomeni migratori e i problemi ad essi legati. In mostra anche i progetti dell’ufficio di Koolhaas OMA di Rotterdam, della Graduate School of Design di Harvard, dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, della Wageningen University e dell’University of Nairobi, tra cui un’installazione che occupa l’intera rotonda centrale di Frank Lloyd Wright. Nella foto, da sinistra «Feedlots» (2013) di Mishka Henner e il Queen Elizabeth Olympic Park (2018) di Londra.

Viviana Bucarelli