Una Biennale tutta per le fotografe

Mantova. La città si prepara ad arricchire la sua offerta culturale con la prima edizione della Biennale della Fotografia Femminile, iniziativa dell’Associazione la Papessa che, con la direzione artistica di Alessia Locatelli, ospiterà dal 5 marzo mostre, incontri e residenze a firma delle fotografe più interessanti del panorama internazionale. Tema di questa prima edizione è il lavoro, trait d’union dei progetti fotografici delle invitate, provenienti da sette Paesi differenti. Tra queste, le due vincitrici dell’annuale Premio Musa, che sarà assegnato quest’anno ai due portfolio più interessanti tra quelli visionati dalla giuria. Le opere esposte documentano vicende controverse e attuali, attraverso una prospettiva condivisa che pone al centro il ruolo della donna e l’identità di genere. Le autrici puntano la lente di ingrandimento sulle comunità sfruttate e marginalizzate: Rena Effendi racconta la Transylvania rurale (nella foto, «Bambina con la treccia»), Annalisa Natalia Murri la prostituzione transessuale in Bangladesh, «The Black Gold», inchiesta fotografica di Daro Sulakauri documenta le condizioni dei minatori georgiani, Sandra Hoyn i combattimenti infantili di boxe in Thailandia. L’emergenza climatica e il rapporto dell’uomo con la natura sono al centro delle ricerche di Betty Colombo in «La Riparazione», progetto realizzato in collaborazione con Save the Planet e Canon. Completa l’offerta espositiva «La fatica delle donne (1965-oggi)», una selezione di opere della Collezione Donata Pizzi. Le mostre si terranno in edifici del centro storico normalmente chiusi, che verranno aperti grazie al supporto di Comune e Provincia di Mantova.

Ilaria Speri