Un lungo BAU

Al CAMeC mille opere per il sedicesimo numero del «Contenitore di cultura contemporanea»

La Spezia. Si racconta che, quando nel lontano novembre 2003 gli ideatori dello sperimentale progetto editoriale «BAU» stavano approntando il primo numero della rivista, loro stessi non avrebbero scommesso sulla longevità di questo «Contenitore di cultura contemporanea». Progettata inizialmente da Carlo Battisti e poi da Gumdesign (Gabriele Pardi e Laura Fiaschi) e da Gabriele Menconi, la rivista è uscita invece per 16 volte, proponendo ogni anno un contenitore, in edizione limitata, di interventi sciolti (da 60 a 100) di poeti e artisti visivi italiani e stranieri: da Fluxus alla Poesia visiva, dalla Patafisica alla Mail art. E proprio in questa fitta rete internazionale di contatti e nell’assemblaggio di esperienze differenti tra loro risiede lo spirito di questo innovativo e originale progetto di pubblicazione d’artista, rigorosamente autofinanziato. Gli autori che hanno preso parte al progetto sono stati moltissimi e sarebbe qui impossibile citarli tutti, ma in occasione dell’uscita di «BAU 16», nella sua scatola nero mat, una mostra curata da Mara Borzone al CAMeC della Spezia offrirà l’opportunità al pubblico per vedere il contenuto di tutti i numeri finora editi. L’esposizione «BAU. Contenitore di cultura contemporanea 2004-2020» (visitabile al piano zero del museo sino al 7 giugno) presenterà infatti le oltre mille opere raccolte nei 16 numeri della pubblicazione.

Matteo Fochessati