Sposata, interrotta e nascosta

Arcore (MB). Apre l’8 marzo, in Villa Borromeo d’Adda (dove proseguirà fino al 3 maggio), la mostra «Carla Maria Maggi. L’artista ritrovata». Curata da Simona Bartolena, cui si deve la monografia (Skira) dell’artista e la cocuratela, con Elena Pontiggia, della mostra del 2008 in Palazzo Reale a Milano, la rassegna racconta la storia di un’«artista interrotta». Carla Maria Maggi (1913-2004) che, nata in una buona famiglia milanese, con il matrimonio dovette piegarsi alle convenzioni altoborghesi del tempo e abbandonare i pennelli, a dispetto del talento e dei riconoscimenti che aveva ricevuto. Nascose quindi le sue opere (una quarantina, ora esposte) nella soffitta della casa di campagna, dove il figlio le ha ritrovate solo dopo la sua scomparsa. Da allora il suo dipinto «La sigaretta» (nella foto) è stato lungamente esposto al National Museum of Women in the Arts di Washington, che oggi patrocina la mostra. Oltre a ritratti e scene di vita borghese, la Maggi dipinse nudi femminili dal vero.

Ada Masoero