Siciliani di ritorno

Taormina (Me). «GE/19 Boiling Projects da Guarene all’Etna», dopo la prima tappa a Guarene (Cn), dove si è tenuta fino a novembre a Palazzo Sandretto Re Rebaudengo, torna in Sicilia a Taormina (fino al 26 aprile tra l’ex Chiesa del Carmine e la Fondazione Mazzullo), dove tutto era cominciato, a vent’anni esatti dalla prima mostra del dicembre 1999. Un lungo ciclo, questo, voluto dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sulla ricerca artistica in Italia attraverso il medium fotografico, la cui ultima tappa era stata «GE/14 Altro dalle Immagini» (2014). A cinque anni di distanza da quella mostra, 25 artisti italiani sono protagonisti della mostra curata da Filippo Maggia, organizzata dalla siciliana Fondazione Oelle Mediterraneo Antico in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e articolata tra Piemonte e Sicilia in un ideale viaggio che attraversa il Paese. Tra talenti emergenti e artisti già riconosciuti, tra ricerca e sperimentazione, i siciliani che stanno facendo parlare maggiormente di sé sono Renato Leotta (che vive tra Torino e Acireale), il giovane Francesco Di Giovanni, Carmelo Nicosia (che aveva preso parte alla mostra del 1999), oltre a Luca Andreoni, Antonio Biasiucci, Luca Campigotto, Francesco Cardarelli, Elisa Crostella, Daniele De Lonti, Paola De Pietri, Nicolò Degiorgis, Gianni Ferrero Merlino, Tommaso Fiscaletti e Nic Grobler, Antonio Fortugno, Claudio Gobbi, Francesco Jodice, Tiziano Mainieri, Tancredi Mangano, Pino Musi, Paola Pasquaretta, Luca Pozzi, Alessandra Spranzi, Marco Tagliafico, Giovanni Troilo, Giuliano Severini (nella foto, «Interno Piscina, Poggioreale», 2015). In mostra fotografie, film e documentazioni di performance.

Giusi Diana