Raffaello e amici a Chantilly

Chantilly. Con la mostra «Raffaello a Chantilly: il maestro e i suoi allievi» il celebre Domaine, tra le più importanti istituzioni francesi a conservare opere del grande artista urbinate, partecipa alle manifestazioni internazionali che ne ricordano il cinquecentenario della morte. Chantilly custodisce infatti tre dipinti («Le tre Grazie», la «Madonna d’Orléans» e la «Madonna del Velo») e un considerevole numero di disegni. Per il Gabinetto di Arti Grafiche il curatore Mathieu Deldicque, conservatore del Musée Condé, con la collaborazione di Novella Franco ha perciò potuto orchestrare una straordinaria sequenza, in cui le collezioni del duca di Aumale appaiono integrate da opere provenienti dal Palais des Beaux-Arts di Lille, consentendo peraltro interessanti confronti tra disegni preparatori e opere realizzate, come accade proprio nel caso della «Madonna del Velo». La mostra, allestita dal 7 marzo al 5 luglio, ricostruisce l’evoluzione artistica del maestro dagli inizi umbri con Perugino e Pinturicchio alla maturazione avvenuta tra Firenze e Roma. Data la precocità della morte di Raffaello, scomparso 37 anni il 6 aprile 1520, la mostra si spinge a indagarne la profonda influenza esercitata sui contemporanei, e soprattutto sugli allievi di bottega. Di Giulio Romano sono esposti alcuni studi per le decorazioni di Palazzo Te a Mantova, mentre i disegni di grottesche di Perin del Vaga e Polidoro da Caravaggio ne testimoniano la specializzazione in una tipologia decorativa che fu proprio Raffaello a rilanciare. Nella foto, «Studio per le Ore al banchetto degli dèi di Amore e Psiche» di Raffaello Sanzio e bottega.

Elena Franzoia