MUSEI VATICANI. Barbara Jatta: la sua summa è qui

«Assieme a Guido Cordini, direttore del Dipartimento belle arti dei Musei Vaticani, sono parte del Comitato scientifico dell’esposizione. L’apporto dei Musei del papa è stato dunque, oltre che scientifico, professionale e personale. In Vaticano si riunisce la summa pittorica di Raffaello: oltre alle Stanze, la Pinacoteca accoglie tre opere fortemente identitarie dei Musei, attraverso le quali è possibile ammirare le diverse fasi dell’attività dell’artista: quella giovanile della “Pala Oddi” (1502-3), quella della sua maturità rappresentata dalla “Madonna di Foligno” (1511-12), e infine il suo ultimo dipinto, la “Trasfigurazione” (1518-20). In questo momento la “Pala Oddi” è oggetto di un intervento di pulitura, i cui risultati saranno presentati in occasione del convegno internazionale di studi, dedicato a Raffaello pittore e architetto, che si svolgerà in Vaticano nel mese di aprile. Poiché non è pensabile privare la Pinacoteca di questi dipinti, per la mostra alle Scuderie abbiamo selezionato in tutto dieci opere, tra cui un meraviglioso cartone di Giulio Romano con la “Lapidazione di santo Stefano”, e un arazzo con “Il sacrificio di Lystra”. Quest’ultimo è parte della serie di dieci arazzi, tessuti a Bruxelles, nella bottega di Pieter van Aelst su disegno di Raffaello, che papa Leone X commissionò all’artista nel 1515 per decorare le pareti della Cappella Sistina. Ancora, sarà concesso in prestito un grande olio su tela di Pietro Vanni, un intenso esempio della pittura di storia ottocentesca, che ha per tema i funerali del pittore e che testimonia il turbamento provocato dalla sua morte all’interno della corte di papa Medici. Inoltre sarà possibile ammirare, sempre dalle collezioni vaticane, molte opere antiche, come una bella testa di Dace in marmo e due frammenti di tabula iliaca con quattordici scene dell’Odissea. I reperti illustreranno il rapporto con Roma e con l’antico dell’artista, che nel 1515 diviene “Commissario alle Antichità”. Sono certa che questa esposizione, che mira a rendere Raffaello nella sua interezza, non solo pittore di corte, ma artista poliedrico, architetto della Fabbrica di San Pietro e conservatore dell’antico, lascerà un segno e rimarrà nella memoria di quanti la visiteranno. Sono altrettanto sicura che la mostra invoglierà molti visitatori, in un circuito virtuoso, a recarsi in Vaticano, perché non si può conoscere Raffaello e comprenderlo realmente a fondo se non venendo ai Musei Vaticani. Sempre nel segno dell’Urbinate, un’altra importante collaborazione dei Musei, sarà con la National Gallery di Londra, per la mostra “Raphael 1483-1520” che inaugurerà in ottobre. Un secondo arazzo della serie Sistina andrà in prestito: “La predica di san Paolo ad Atene”. Saranno inoltre resi disponibili, dalle collezioni pontificie, due calchi in gesso della Stufetta del cardinal Bibbiena, il piccolo ambiente al terzo piano del Palazzo Apostolico, riccamente decorato a grottesche dalla scuola raffaellesca. I calchi ci sono stati espressamente richiesti proprio perché la Stufetta è esemplificativa del profondo legame del maestro con l’arte classica, in questo caso con la pittura della Domus Aurea».

Arianna Antoniutti