L’ossessione del giallo

Napoli. Per la quarta volta, lo Studio Trisorio ospita i lavori di Alfredo Maiorino (1966). Con la personale «Giallo camera» (fino al 30 marzo), l’artista, disinteressato alla pittura come rappresentazione della realtà e come espressione degli stati d’animo, insiste sui temi della sua ricerca, volti a indagare la forma, attraverso una dimensione percettiva e spaziale sia architettonica sia pittorica. L’uso persistente del colore giallo contribuisce a far immaginare gli ambienti della galleria come un’unica opera. Geometria, luce, rifrazione, giochi cromatici sintetizzano lo spazio in un momento unitario della visione, che va poi a differenziarsi nell’attenzione che il visitatore dedica a ogni singolo lavoro. Le forme geometriche che Maiorino propone sono senza peso. Ciascuna è un «corpo fragile», come recita il titolo dei lavori (2017-19) della serie realizzata con acrilico su legno. Anche per questi lavori (nella foto un’opera), come per i precedenti, il vetro è parte determinante dell’opera perché opacizza e riflette lo spazio pittorico, proteggendo al tempo stesso la superficie.

Olga Scotto di Vettimo