Le case di Tricia

Londra. Fino al 14 giugno il Fashion and Textile Museum celebra il connubio creativo fra arte e arredamento realizzato da Designers Guild con la mostra «Out of the Blue». Fondata nel 1970 da Tricia Guild (1946), Designers Guild nacque come «corner» di un negozio in Kings Road a Chelsea. Da allora il marchio (nato sull’analogia del nome della creatrice e il termine «guild», l’antica «gilda», associazione medievale fra artigiani) si è evoluto in dimensioni (negozi e showroom a Londra, Parigi, Monaco, Milano, Stoccolma e New York), creatività e settori, fino a divenire un marchio globale apprezzato in tutto il mondo. Delusa dalla mancanza di strumenti d’arredo adeguati agli interni degli anni post 1968, Tricia Guild volle creare elementi decorativi che rispecchiassero gli epocali cambiamenti culturali di cui la società occidentale aveva fatto esperienza, in grado di dare forma ad un nuovo stile di vita. Soprattutto, con le sue creazioni, Tricia Guild rese popolare l’arte di collegare e combinare i diversi elementi di un’ambiente e di una casa: colori, motivi decorativi, interessi personali, forme e volumi per giungere a creare l’estetica dello spazio vitale «armonico». Grazie all’esclusivo utilizzo dell’archivio di Designers Guild, con disegni e opere d’arte originali mai visti finora, la mostra segue il percorso creativo di Tricia Guild (che dal 1974 iniziò a coinvolgere artisti contemporanei a partire da Kaffe Fassett, Lillian Delevoryas e Janice Tchalenko), concentrandosi sulla sua tipicità (ispirazione e progettazione intuitiva, tecniche, materiali utilizzati) e rappresentandola in una serie di ricostruzioni ambientali che esemplificano di volta in volta l’iconografia degli interni negli ultimi cinquant’anni. Nella foto «Le Poème de Fleurs collections AW19».

G.P.M.