Inquietudini tecnologiche

Gli assemblaggi disfunzionali di Geumhyung Jeong in una messa in scena futuribile

Modena. Possiamo sottrarci al legame che vincola il nostro corpo agli oggetti della tecnosfera contemporanea, rendendolo da un lato schiavo di una dipendenza sempre più ammaliante e dall’altro più forte e resiliente? L’installazione che la Fondazione Modena Arti Visive ha commissionato all’artista coreana Geumhyung Jeong (Seul, 1980) pone apertamente il quesito, giocando sull’ambiguità che sospende ipertecnologia e mortalità in un rapporto ancora non risolto. Fedele alla vocazione performativa della Jeong, che si è già fatta apprezzare a livello internazionale per le disorientanti coreografie, in cui utilizza come partner inquietanti umanoidi, eredi dei primitivi robot che furono tanto cari alle avanguardie del Novecento, «Upgrade in progress», fino al 2 giugno alla Palazzina dei Giardini, si propone come una messa in scena un po’ superata e un po’ futuribile.
L’installazione, che ricorda un museo-laboratorio, trasforma l’architettura seicentesca dell’antico casino di caccia dei duchi in uno scenario tecnologico, o piuttosto in un palcoscenico continuo, sul quale sono disposti ironici e imprevedibili robot meccanici a controllo remoto, rigorosamente autocostruiti. Chiave del progetto è, infatti, la realizzazione amatoriale degli oggetti, assemblati e controllati con componenti acquistati sul web dall’artista stessa, volutamente autodidatta e più interessata all’errore che all’efficienza dell’oggetto funzionale. Protesi e circuiti, aggregati in forme parzialmente antropomorfe, che la curatrice Diana Baldan definisce «una gabbia che ha bisogno di riappropriarsi sia del corpo mortale che del suo controllo», attendono il loro momento di vita, pronti a integrarsi con l’essere umano, insieme al quale agiscono maldestramente durante le azioni performative. Come cavie in attesa di essere testate, queste sculture ci interrogano sui meccanismi di controllo reciproco tra oggetto tecnologico e creatività, secondo modalità che si svelano solo in occasione delle live action, immancabili nella ricerca della Jeong (a Modena l’1 e il 29 marzo, a Bologna il 26 e 27 marzo presso la galleria P420).

Valeria Tassinari