Il Walther irrequieto

Monaco di Baviera. Nato nel 1939 a Fulda, Franz Erhard Walther è una figura chiave nel panorama dell’Avanguardia europea del dopoguerra. È stato fra i primi a lanciare un nuovo modello artistico che allontanandosi dalle rappresentazioni tradizionali ha puntato sull’interazione col pubblico. Artista concettuale, creatore di installazioni e della cosiddetta Process art, Walther ha perfezionato dagli anni ’50 a oggi il processo di capovolgimento dei ruoli attore-osservatore in azioni sempre più coinvolgenti che gli hanno garantito grande successo di pubblico e critica (Leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 2017). Anche l’Haus der Kunst lo omaggia dedicandogli dal 6 marzo al 2 agosto la retrospettiva «Franz Erhard Walther. Prospettive mutevoli», curata da Jana Baumann: oltre 250 lavori illustrano le diverse fasi creative dell’artista tedesco, dai primi esperimenti ai suoi celebri Wortbilder (immagini di parole), geniale critica al sistema artistico, e gli anni all’Accademia di Düsseldorf; infine la svolta con la partecipazione alla mostra collettiva «Spaces» al MoMA (1969-70), i frutti degli incontri con Andy Warhol, e molto altro ancora (nella foto sputatore dalla serie «Tentativi”: “essere come una scultura», 1958).

Francesca Petretto