I Ludwig alternativi

Aquisgrana. Oltre tremila esemplari della Collezione Peter e Irene Ludwig costituiscono il cuore di quella stabile del Ludwig Forum ad Aachen (Aquisgrana): i coniugi tedeschi iniziarono a metterla insieme negli anni Sessanta quando compirono il loro primo viaggio negli Stati Uniti. A New York, nel 1967, esplose la loro passione per forme di espressione artistica assai più libere e prive di vincoli comunicativo-sociali rispetto a quelle allora in voga in Europa. Come espressione di un atteggiamento nei confronti della vita del loro tempo, i Ludwig erano alla ricerca di un concetto di arte trasversale, ovvero capace di attraversare e rappresentare il mondo tutto, un mondo molto diverso dalla politica e dagli schemi sociali prevalenti nell’America stessa in subbuglio per i moti studenteschi, di pacifisti, hippies e figli dei fiori. Iniziarono ad acquistare capolavori di artisti ancora poco noti che oggi invece campeggiano nell’immaginario collettivo degli appassionati di arte del XX secolo, con una particolare predilezione per pittura e scultura figurative. A partire dal 13 marzo il Ludwig Forum dedica loro la mostra «Highlights della Collezione. Pop art e Iperrealismo» con oltre 30 opere scelte, le più importanti e rappresentative dell’intera raccolta, che molto probabilmente entrerà a far parte dell’allestimento permanente. Particolare menzione meritano la scultura iperrealista di Duane Hanson «Supermarket Lady», i lavori delle icone della Pop art, Andy Warhol e Roy Lichtenstein, quelli dei pionieri Robert Rauschenberg e Jasper Johns esposti accanto ai loro colleghi John de Andrea, Robert Graham, Jeff Koons, Philip Pearlstein (nella foto «Nude, Midtown View, Navajo Rug», 1986).

Francesca Petretto