CyberCina

Il futuro per Cao Fei

Londra. Finalista dell’Hugo Boss Prize 2010, l’artista cinese Cao Fei presenta dal 4 marzo al 17 maggio un nuovo progetto espositivo per le Serpentine Galleries. Nata nel 1978, l’anno delle riforme economiche in Cina, la Fei rappresenta, nella scena dell’arte cinese, la più interessante portavoce di una generazione divenuta adulta nel corso di una svolta epocale: il passaggio dal comunismo maoista a una policy governativa basata sull’apertura ai mercati internazionali e su un accelerato sviluppo urbano e commerciale. Non è un caso, pertanto, che temi quali tecnologia e automazione e la loro relazione con il genere umano ritornino costantemente in tutta l’opera dell’artista multimediale, ossessionata dalle conseguenze di un progresso incontrollato e insensibile a interrogativi etici. Come nella vicenda di «Nova» (2019), ultimo film della Fei, il cui protagonista, uno scienziato di un’azienda di ingegneria informatica, usa il proprio figlio come cavia, trasformandolo in un fantasma digitale. In mostra anche un nuovo lavoro VR («The Eternal Wave», 2019), realizzato in collaborazione con Acute Art, in cui il visitatore è proiettato nello studio di Pechino dell’artista, prima tappa di un percorso attraverso portali virtuali. Nelle stesse date l’istituzione londinese ospita una personale del duo di designer italiani di stanza ad Amsterdam Studio Formafantasma, la prima in un nuovo ciclo espositivo dedicato al design. Da sempre attenti alle responsabilità politiche ed ecologiche del design, Andrea Trimarchi e Simone Farresin hanno concepito un progetto che indaga il processo di produzione e distribuzione del legno, nonché l’impatto dell’industria del legname (una delle maggiori al mondo) sull’ecosistema naturale e le nostre vite quotidiane. In mostra video e interviste con specialisti del settore, e una selezione di oggetti in legno, da pezzi storici a prodotti contemporanei.

F.Flo.