Come si occultano le informazioni

Torino. Lo Spazio: orizzonte di sogno e fantasia, ma anche territorio da conquistare. È vero che le galassie stimolano da sempre l’immaginazione degli uomini, ma è altrettanto vero che da qualche decennio Stati e agenzie di intelligence investono somme di denaro vertiginose in ricerche aerospaziali. Un’ambivalenza che Trevor Paglen sottolinea attraverso il lavoro presentato alle Ogr (Officine Grandi Riparazioni) dal 12 marzo al 31 maggio. A cura di Ilaria Bonacossa con Valentina Lacinio, «Unseen Stars» rivela i meccanismi di occultamento delle informazioni. Aiutato da attrezzature fotografiche che spingono la capacità di visione al limite del possibile, Paglen ha più volte ritratto le attività segrete di agenzie militari di tutto il mondo. Le immagini, tuttavia, sono spesso indecifrabili per chi non ha conoscenze specifiche, o troppo poco nitide per poterne trarre informazioni utili. Il fallimento diventa uno strumento di denuncia. Gli oggetti esposti non hanno alcuna valenza pratica: tre satelliti privati di qualsiasi funzione militare sono pronti a essere lanciati in orbita. Se questo dovesse succedere, potremmo vederli solo col favore del buio: un esercizio di poetica inutilità in cui torna la dicotomia fra visibile e invisibile che permea tutto il lavoro di Paglen. Non una semplice provocazione, ma l’invito a riflettere sulle dinamiche di controllo ed esercizio del potere della nostra società. Nella foto, «Prototype for a Nonfunctional Satellite» (2013).

Monica Poggi