Visti da vicinissimo

Düsseldorf. Martin Schoeller (1968) non è solo l’autore di celebri foto di personaggi del mondo dello spettacolo e della politica, ma ha anche immortalato drag queen, culturiste, senzatetto e altre figure ai margini della società. Dal 28 febbraio al 17 maggio il NRW-Forum gli dedica la più completa personale mai realizzata in Germania, con gli scatti delle serie «Close Up» e «Female Bodybuilders» affiancati dalle ancora inedite «Drag Queens» (nella foto, «Acid Betty», 2019) e da una raccolta di ritratti di detenuti nel braccio della morte poi assolti. I suoi primi piani estremi di celebrità o di individui sconosciuti sono carichi del medesimo pathos: per Schoeller è quella ravvicinata la forma più pura di ritratto, che gli permette di catturare il momento in cui il soggetto rivela qualcosa di se stesso senza saperlo. La prossimità quasi millimetrica e l’esposizione alla piena, implacabile luce al neon sono i tratti caratteristici di uno stile che vuole eludere l’acme generato dall’attesa dello scatto, concentrandosi sul momento della vulnerabilità.

Francesca Petretto