Una grandezza civile

58 plastici in gesso di edifici e spazi pubblici della Roma antica

Il titolo della mostra «Civis Civitas Civilitas» ospitata presso i Mercati di Traiano-Museo dei Fori Imperiali fino al 6 settembre, evoca tre concetti fondativi del mondo romano: cittadinanza, comunità e civiltà. Su questi tre pilastri interdipendenti nasce e si sviluppa la città di Roma, modello ideale, architettonico e civile, replicato attraverso i secoli nelle numerose colonie dell’Impero. In esposizione, con la cura di Claudio Parisi Presicce e Claudia Cecamore, 58 plastici in gesso, provenienti dal Museo della Civiltà Romana, che illustrano le principali tipologie di edifici e spazi pubblici della Civitas. I plastici, conservati nel Museo dell’Eur attualmente chiuso a causa dei lavori di riqualificazione dell’edificio, furono in gran parte realizzati da Italo Gismondi nel 1937 per la «Mostra Augustea della Romanità». Tra di essi figura il grande plastico del Foro di Augusto, con al centro il Tempio di Marte Ultore. Il valore storico, didattico e scientifico dei modelli in gesso è rilevante: essi infatti consentono di ricostruire l’aspetto dei singoli monumenti, ma anche di visualizzare interi edifici andati distrutti in seguito agli eventi bellici. Sette le sezioni della mostra, dedicate a specifici aspetti del tessuto urbano: gli spazi pubblici, l’acqua, lo spettacolo, il trionfo, il commercio, la memoria e infine le infrastrutture. Le opere evidenziano anche come le differenti tipologie edilizie dell’Urbe (Capitolium, foro, mercato, arco trionfale) fossero replicate nelle province dell’Impero, sia nell’aspetto architettonico, sia nelle funzioni sociali. Gli spettacoli, ad esempio, che a Roma avevano luogo nell’Anfiteatro Flavio o nel Teatro di Marcello, venivano specularmente ripetuti nel grandioso teatro di Sabratha in Libia o nell’anfiteatro di Nîmes in Francia.

Arianna Antoniutti