Un sogno italo-giapponese

Nella Sicilia di fine Ottocento O’Tama Kiyohara e Vincenzo Ragusa diedero vita a un progetto che univa visione orientale e occidentale

Palermo. «O’Tama, migrazione di Stili», allestita fino al 6 aprile nelle sale neoclassiche degli Appartamenti reali di Palazzo Reale presenta una minuziosa ricostruzione storico artistica della temperie culturale della Palermo di fine ’800, tra fascino per l’Oriente e progresso industriale. La storia al centro della mostra è quelle della coppia formata dalla giapponese O’Tama Kiyohara e dal marito siciliano Vincenzo Ragusa; lui scultore e lei pittrice si incontrarono durante un soggiorno di Ragusa in Giappone che nel 1882 portò O’Tama a vivere a Palermo. Qui Eleonora Ragusa, come venne ribattezzata, avviò un vivace cenacolo artistico, esplorando gli stilemi dell’arte europea che fuse con quelli giapponesi e condividendo con il marito il progetto, davvero innovativo per l’epoca, di fondare una scuola-museo dedicata alle arti, tra decorative e maggiori, che unissero la visione occidentale con quella orientale. La straordinaria collezione dei Ragusa è ora visibile in questa mostra a Palazzo Reale, dove in un elegante allestimento rivive il sogno dei due artisti.
Esposte 101 opere, tra acquerelli ikebana e botanici firmati dalla stessa O’Tama, 6 cartoni kinkawa-gami, ma anche ceramiche come vasi e coppe, vasi in bronzo, ventagli, una graziosa testa in terracotta e una collezione di preziosi tessuti giapponesi, tra cui spicca il kosode, un kimono in seta policroma e filo d’oro nello stile della corte imperiale concesso in prestito dal Museo delle Civiltà- Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini di Roma. Il pregio della mostra è anche quello di avere permesso il restauro della collezione Ragusa Kiyohara (grazie ai tecnici del Centro Regionale del Restauro) conservata nel Liceo artistico a loro intitolato che ha collaborato alla realizzazione della mostra organizzata dalla Fondazione Federico II con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia.

Giusi Diana