Ubuesco e patafisico

New York. Il genio irriverente di Alfred Jarry, padre dello «sgorbio irritante» Ubu roi (celeberrimo l’incipit: «Merdre») e della Patafisica, «la scienza delle soluzioni immaginarie», ha spianato la strada a Dada, Surrealismo, Futurismo, Teatro dell’Assurdo e Modernismo. Una vita tanto scoppiettante quanto breve, la sua, segnata dagli eccessi (morì a 34 anni, nel 1907). Al drammaturgo, filosofo, critico, artista, romanziere (nonché burattinaio e ciclista) francese, The Morgan Library & Museum dedica fino al 10 maggio la mostra «Alfred Jarry: The Carnival of Being», a cura di Sheelagh Bevan, nata della recente donazione al museo di circa 300 libri e manoscritti della collezione patafisica di Robert J. e Linda Klieger Stillman. A questi si affiancano dipinti e stampe di artisti che di Jarry furono amici, come Rousseau, Bonnard e Toulouse-Lautrec, o che del suo estro hanno subito il fascino, come Duchamp, Miró, Ernst e Kentridge. Non mancano illustrazioni e collage dello stesso Jarry (nella foto, »Répertoire des Pantins: La chanson du décervelage», 1898, con Claude Terasse) e le sue sperimentazioni tipografiche.

A.M.F.