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Vienna. Attivo nella seconda metà dell’Ottocento, Wilhelm Leibl (1844-1900) è stato uno dei massimi esponenti del Realismo in Europa. Dalla fine degli anni ’60 dell’Ottocento fu in contatto con Gustave Courbet, del quale lo colpì lo sguardo distaccato su persone e oggetti e l’attenzione ai dettagli. A Parigi l’anno successivo conobbe anche Manet, da cui trasse ulteriori spunti. Di ritorno in Germania, raccolse attorno a sé a Monaco una cerchia di artisti che condividevano il suo interesse per la realtà, raffigurata senza il filtro di emozioni. Ritratti di persone di ogni estrazione e scene di genere in interni ed esterni caratterizzano la sua produzione. Grazie a prestiti da numerosi musei, con 40 dipinti e 60 disegni, la mostra curata da Bernhard von Waldkirch e Marianne von Manstei e realizzata in collaborazione con la Kunsthaus di Zurigo, è la prima esaustiva sulla ritrattistica di Leibl: «Un percorso espositivo alla scoperta di una personalità artistica di primo piano del XIX secolo. Molti dei disegni di Leibl devono essere annoverati fra i capolavori di questo genere», chiosano Christoph Becker e Klaus Albrecht Schröder, direttori della Kunsthaus Zürich e dell’Albertina, sull’iniziativa proposta all’Albertina fino al 10 maggio. Nella foto «Autoritratto», 1931.

Flavia Foradini