Scorpioni in testa

Pesaro. Pratica l’astrattismo, scantonando anche verso la figurazione, Gianni Politi che fino al 15 marzo tiene la personale «Benvenuto (anima del pittore da giovane)» al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro. Organizzata dal Comune con la Regione Marche e curata da Marcello Smarrelli, la mostra è una «mise en scène» delle diverse pratiche dell’artista nato a Roma nel 1986. Dodici tele nel Loggiato costituiscono variazioni, in corso dal 2012, sul ritratto del padre seguendo come modello lo «Studio per un uomo con la barba» (1770) del bolognese Gaetano Gandolfi (1734-1802). «Con atteggiamento un po’ demistificatorio, quel quadro – anziché attenderlo, nasconderlo, svolgerlo a piccoli passi nel segreto dello studio come Frenhofer nel Capolavoro sconosciuto (racconto di Balzac, Ndr) –, Politi lo realizza compulsivamente, lo esibisce, lo sfinisce, ma non può esserci un approdo finale, definitivo», rileva il critico Davide Ferri. Gli scorpioni che appaiono nel bassorilievo in bronzo di oltre due metri, «Questa è la mia mente», evocano una frase di Macbeth: «La mia mente è piena di scorpioni», mentre nell’adiacente Chiesa del Suffragio sono raccolte cinque tele astratte eseguite per l’occasione con frammenti di altri quadri. Nella foto, «Una canzone ancora non scritta per me (Piero, Enzo, Giuseppe)», 2019.

Stefano Miliani