Penso dunque robot

Dagli automata dei Greci ai CoBot ultratecnologici,il sogno antico di un alter ego umanoide

Con una scelta a dir poco coraggiosa, per le difficoltà di cui è irto un progetto multidisciplinare quale è questo, ma sicuramente appassionante, il Mudec presenta, dal 4 marzo al 26 luglio, la mostra «Robot. The Human Project», promossa da Milano-Cultura, prodotta da 24 Ore Cultura-Gruppo 24 Ore e realizzata con l’Istituto di Bio Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, punta di diamante di tale ricerca.
Curata da Alberto Mazzoni, fisico e bioingegnere, dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Antonio Marazzi, antropologo e professore di Antropologia Culturale dell’Università di Padova; Lavinia Galli, storica dell’arte e conservatrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano, la mostra affronta con un taglio tecnico-scientifico, antropologico e artistico il tema, antico e attualissimo, dell’aspirazione dell’uomo a creare un proprio «doppio»: un alter ego dotato di abilità analoghe a quelle umane e di potenzialità anche superiori. Il percorso si apre con i rari automi antichi giunti sino a noi e si snoda fino agli esempi più recenti di robot umanoidi, i cosiddetti «robot emotivi», progettati per accompagnarci nel quotidiano, come Sanbot Elf, Pepper, Nao, RoboThespian, cui qui è affidato il compito di accogliere i visitatori, interagendo con essi. Ma non mancano la bionica, con le sue componenti bio-robotiche high tech, ambito in cui tanto l’Istituto pisano quanto l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova rappresentano eccellenze internazionali, né la possibilità di sperimentare la telepresenza, conoscendo il lavoro dei ricercatori italiani attraverso le webcam collegate con i luoghi della ricerca. In mostra si possono poi conoscere i CoBot, cioè quei dispositivi usati in situazioni estreme, come Walkman, l’imponente robot umanoide dell’IIT utilizzato fra le macerie del terremoto di Amatrice del 2016, o Soryu, il robot-serpente intervenuto nella catastrofe di Fukushima, alla ricerca di superstiti.

Ada Masoero