Pantaloni autostiranti

Parigi. David Salle espone fino al 29 febbraio le sue ultime opere, una serie di dodici quadri, alla galleria Thaddaeus Ropac (Marais, rue Debelleyme) in una mostra dal titolo ironico «Self-ironing Pants and other Paintings». Si ritrova lo stile dell’artista postmodernista che gioca su piani diversi, giustapponendo immagini tratte da ambiti molteplici (dalla moda al cinema all’arte classica), creando un universo frammentario che rinvia alla Pop art e al Surrealismo. Originario dell’Oklahoma, Salle, 68 anni, che vive e lavora a Brooklyn dagli anni ’70, questa volta ha ripreso delle caricature degli anni ’50 tratte dalle pagine del «New Yorker» inserendo elementi di oggetti quotidiani zoomati in modo innaturale. L’artista rimette in discussione il concetto stesso di narrazione intepretando con humour quel flusso costante, irregolare, simultaneo di pensieri e immagini che caratterizza la nostra società. La galleria spiega così: «Combinando immagini solo in apparenza senza rapporto l’una rispetto all’altra – auto, cibi, sigarette, tazze di caffè – Salle gioca con l’attesa estetica dello spettatore. Attira il suo sguardo simultaneamente su più elementi che creano effetti stilistici contrastanti, traducendo talvolta una dinamica di accelerazione o di rallentamento, tra realismo e astrazione». David Salle ha studiato al California Institute of the Art sotto la direzione di John Baldessari, il maestro dell’arte concettuale scomparso a gennaio. La sua prima mostra importante in un museo risale al 1983, al Boijmans van Beuningen di Rotterdam. Nella foto «Homothetic».

Luana De Micco