Nel ventre della piovra

Tolosa. La videoinstallazione «Deep see blue surrounding you» di Laure Prouvost (nella foto), scelta per rappresentare la Francia alla Biennale di Venezia del 2019, è in mostra al museo Les Abattoirs fino al 31 maggio. È una sorta di viaggio iniziatico, tra realtà e finzione, che partendo dalla periferia di Parigi attraversa tutta la Francia, passando per Roubaix, al Nord, e giù verso Marsiglia, fino alla laguna veneziana. Un’opera d’arte totale, immersiva, in cui si mescolano lingue diverse (i dialoghi sono in francese, arabo, italiano, inglese, olandese) e riflette sulle nozioni di generazione e di identità. Sullo sfondo c’è il concetto di «società liquida», formulato dal sociologo Zygmunt Bauman per definire il nostro mondo postmoderno, dominato e indebolito da uno sfrenato individualismo e dall’immediatezza. La piovra per la Prouvost diventa «la metafora delle origini del nostro pianeta e del nostro sistema nervoso. Il mio progetto, ha spiegato, propone un’immersione nel ventre di un animale tentacolare poco conosciuto per ritrovare noi stessi». Laure Prouvost è nata a Croix-Lille (Francia del Nord), nel 1978. Vive tra Anversa e Londra e nel 2013 ha ottenuto il Turner Prize. Nel 2016 i suoi lavori sono stati esposti all’HangarBicocca di Milano, nel 2018 il Palais de Tokyo di Parigi le ha dedicato una personale. Dopo Annette Messager (2005) e Sophie Calle (2007), è stata la terza artista donna a rappresentare la Francia a Venezia. Dopo Tolosa, la mostra sarà allestita la prossima estate al Lam-Musée d’art moderne di Villeneuve-d’Ascq.

Luana De Micco