Mamamea!

Parigi. Marian Goodman presenta fino al 20 marzo «The Earth, the Temple and The Gods», una monografica di James Welling che allestisce alcune serie di fotografie recenti, realizzate tra il 2018 e il 2019. Sono soprattutto foto di antichità scattate al Metropolitan di New York e nei siti archeologici greci. L’artista statunitense (Hartford, 1951), esplora le molteplici possibilità offerte dalle tecnologie e porta avanti ricerche radicali sul colore e sulla luce. «Ho fotografato per la prima volta le antichità greche e romane al Metropolitan Museum nel 2018, ha raccontato. Lo scatto più suggestivo di quel giorno rappresentava il busto sfigurato di Giulia Mamamea, nobildonna siriana madre dell’imperatore Alessandro Severo. Il suo viso era molto rovinato ma gli occhi brillavano e sembravano guardare dritto dentro ai miei». Una selezione di quegli scatti della statua è ora allestita nella galleria di rue du Temple. Welling li ha lavorati reinventando la tecnica ottocentesca della calotipia, facendo assumere, tramite procedure digitali, colori innaturali al soggetto. La stessa tecnica è stata poi applicata ad altre statue. Dopo la visita al Metropolitan, Welling è partito per la Grecia e ad Atene ha scattato migliaia di immagini di siti archeologici. Gli scatti dell’Acropoli in bianco e nero «mi ricordano, ha detto, gli album delle prime spedizioni archeologiche». Nella foto «Sculpture of a Man», 2019

Luana De Micco