La sperimentazione arriva da Est

Dopo averne ospitato la prima personale inglese nel 1982, The Photographer’s Gallery ritorna sul fotografo ceco Jan Svoboda con una esposizione visibile dal 21 febbraio al 7 giugno. «Jan Svoboda: Against the Light» si compone di più di 50 pezzi vintage esposti nei formati e nelle cornici originali (nella foto, «Three pairs», 1985, Praga, Collezione di Miroslav Velfl), in grado di rivelare la volontà dell’artista di trattare l’immagine come elemento quasi scultoreo. Comune all’intera mostra è la sperimentazione che ha caratterizzato la sua intera produzione, interrotta nel 1972 con la decisione di abbandonare la fotografia. Ad essa si avvicina alla fine degli anni ’50 per documentare il proprio lavoro di scenografo, eleggendola presto a linguaggio espressivo privilegiato. Nel primo periodo Svoboda racconta le periferie di Praga, nella serie «View of the Gasworks», e realizza still life metafisici ispirati al connazionale Josef Sudek. Progressivamente si allontana dal simbolismo e dal romanticismo della tradizione per approdare a un approccio concettuale. Nel 1963 è l’unico fotografo di Máj, uno dei pochi gruppi d’artisti d’avanguardia della Cecoslovacchia comunista. Nei suoi lavori indaga i confini dell’immagine in quanto tale, come in «The Other Side of a Photograph» del 1969, in cui espone i retro delle stampe, o in «Picture That Will Not Return», del 1972, dove lo scatto inquadra alcune fotografie stracciate e ammassate sul pavimento dello studio. La mostra è realizzata in collaborazione con The Moravian Gallery di Brno e curata da Pavel Vancát con Clare Grafik.

Monica Poggi